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LETTERA DI CHIARA LUBICH   (fondatrice e presidente del Movimento dei Focolari) 


 
LETTERA DEL CARDINALE DI CRACOVIA STANISLAW DZIWISZ   (segretario particolare di GIOVANNI PAOLO II)
 

 
LETTERA DEL MISSIONARIO DON LUIGI JELLICI di Tesero (Ha trascorso la sua vita in India conoscendo ed aiutando direttamente Madre Teresa di Calcutta nei suoi primissimi tempi di fondazione della sua opera.
 

Mirik (India) 22.12.2007

Pino carissimo,

                                   Grazie per la tua del 20 u.s. e vive congratulazioni per il tuo stupendo lavoro: prego che produca tanti frutti.

 Ecco quello ch’io imparai da Madre Teresa e che mi aiutò e mi aiuta nel mio lavoro missionario:

  1. Lei venne in India pochi anni prima di me; fece il suo noviziato a Darjeeling, 2.200 metri sull’Himalaya, ed appunto salendo la montagna di Darjeeling per evitare il grande caldo di Calcutta senti la voce di Dio, che la chiamava ad aiutar i poveri di Calcutta.

Dio parlò ai profeti e a Mosè in modo speciale dalla montagna. Gesù andava alla montagna a pregar e dalla montagna proclamò le Beatitudini: la Trasfigurazione, la Crocifissione e l’Ascensione.

  1. Madre Teresa ci diceva: mai scoraggiarsi o considerare il nostro lavoro piccolo o inutile. Le spiagge sono formate da tanti tanti granellini di sabbia ed attirano piccoli e grandi a godersele e a giocare. Oh! Se ciascun di noi portasse un granellino di sabbia, ossia anche piccoli atti di carità, questo mondo sarebbe una bellissima spiaggia. Un passo alla volta ci fa salire le più alte montagne.
  2. La nostra vita è una corsa con gli ostacoli! Mai guardar indietro per guardar quanti ne abbiamo abbattuto, ma guardar la meta. Correr correr mai scoraggiarsi: salire la montagna.
  3. Critica costruttiva: un giorno alcuni nostri chierici salesiani andarono a trovarla. Uno le chiese: che reazione hai quando qualche giornalista critica qualche tua opera? Chiamo le suore di quel posto e vediamo assieme e facciamo l’esame di coscienza. Se troviamo che ciò che fu scritto è giusto lo correggiamo e ringraziamo chi ce lo fece notare, se troviam che son solo chiacchiere diciamo: tank you Jesus – grazie Gesù.
  4. I thirst, ho sete,  è il grido di Gesù, ma anche dei poveri che chiedono medicine, cure, aiuti e questo I thirst si trova scritto in tutti i conventi delle Suore di Madre Teresa. Madre Teresa fece pure il suo grido e così si diede completamente per aiutar i poveri, sanarli dalle malattie del corpo per poi sanar le loro anime.

Darsi completamente o donarsi agli altri. La  loro gioia diventa la nostra. Così Madre Teresa diceva: sempre più e sempre meglio lavorare per aiutare i poveri. Questo era il suo grido di Madre Teresa, che diede forza ed entusiasmo a me per tanti tanti anni. La ringrazio per queste pratiche lezioni che mi diede e son contento di farne partecipe anche tu, dato che me lo hai chiesto.

             Dall’immagine che mi hai mandato della Montagna del Cristo Pensante vedo che già hai colto dei bei detti di Madre Teresa. Bravo.           

            Questi fogli di lettere me li regalò Aldo Doliana, mio nipote, e sono davanti alla nostra chiesa di Mirik, costruita su una collina di 1.800 metri (qui le colline vanno fino sopra i 3.000) è in stile tibetano, però dentro è gotico.

             Auguri e preghiere per il Santo Natale e fruttuoso nuovo Anno e che la PACE e GIOIA che Gesù Bambino ci portò 2008 anni fa siano sempre nei nostri cuori e famiglie e nel mondo tutto.

             Con affetto

                                                                              


Messaggio e-mail: Vescovo GianCarlo Bregantini     23 aprile 2008

Carissimo Pino,
 
ho ricevuto e letto con massimo interesse la tua bella lettera con i tuoi bellissimi progetti riguardo al trekking da te progettato per arrivare al Cristo pensante attraverso gli incaccellabili sentieri tracciati da Papa Giovanni Paolo II, da Madre Teresa di Calcutta, da Chiara Lubich, e Papa Benedetto.
E' bellissimo il tuo pensiero di valorizzare con la nuova civiltà dell'amore, tanto cara alla nostra venerata  conterranea Chiara Lubich  e al nostro venerato arcivescovo Stanislaw Dsziwisz, le nostre meravigliose montagne per dimenticare i progetti bellicosi di un tempo che hanno insanguinato  quei luoghi a noi tanto cari.
Con tanti cari saluti e auguri di ogni bene
 
 
 
+ p. GianCarlo Bregantini
Vescovo



 

 

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