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Brain Walking, il modo nuovo di interpretare il Nordic Walking, trekking e camminata. Nato da un’idea di Pino DELLASEGA, fiemmese, istruttore nazionale della Scuola Italiana Nordic Walking e Claudio VITALI, romano, consulente di management e formatore del Team Vitali. Dal 14 dicembre 2007 BRAIN WALKING è ufficialmente un marchio registrato con tutti i diritti riservati di Copyright ©.

Pino Dellasega: “camminare nei sogni” - Quando ho capito, osservando la natura, che non ero io che la stavo guardando ma era Lei che guardava me, mi sono reso conto di aver aperto la porta di una nuova dimensione: il Brain Walking. Già nel mio libro “Nordic Walking – Camminare con i bastoncini” Trentini Valentina Editore, avevo fatto capire che la camminata con i bastoncini non poteva fermarsi solamente al gesto atletico, che come sappiamo porta moltissimi benefici, ma che questo bello quanto semplice sport poteva avere una marcia in più rispetto a tutti. Infatti fin dalle primissime camminate ho capito che era il mezzo ideale per collegarmi con me stesso nel modo più semplice possibile. Numero di muscoli impiegati, frequenze cardiache ottimali e una splendida natura, riuscivano a farmi entrare in quella parte che chiamiamo inconscio, che tutti possediamo, ma che solo nei sogni siamo capaci di esplorare. Ricordo la prima volta che mi è capitato è stata una sensazione stranissima; non mi era mai successo in tutta la mia vita di sportivo star fuori ad allenarmi e sentirmi perfettamente nella mia mente, con tutti i benefici possibili, sensazioni e idee bellissime. Chilometri di idee che mai potevo credere fossero mie, e tutto, semplicemente camminando. Un continuo andirivieni di emozioni che una volta a casa mi sarei sicuramente ricordato. Ed invece niente, a contatto con la realtà quotidiana, i pensieri positivi come erano venuti erano andati via, senza lasciare che qualche minima traccia insufficiente a ricostruirli.

Credevo di aver sognato, ma non era così perché anche nella camminata successiva accadde e così,  munito di carta e matita incominciai a scrivere quelle che poi sono state le basi del mio libro. Da allora chilometri ne ho fatti tanti e anche le idee innovative sono state molte e il solo riuscire a realizzarne alcune sarebbe un successo incredibile, almeno per me. Brain Walking e il mio nuovo progetto Il Trekking del Cristo Pensante , firmato Trentino, Parco Naturale di Paneveggio, Aziende per la Promozione Turistica del Primiero, San Martino, Vanoi e della Valle di Fiemme, Comune di Tonadico e Comuni del Primiero. rappresentano i primi risultati di questa fantastica esperienza.

Poi, alla serata di presentazione del mio libro incontrai un grande personaggio, Claudio VITALI, esperto di formazione al comportamento organizzativo, romano,  ed è bastato un secondo per capire che potevamo correre insieme su di una nuova dimensione del camminare: il BRAIN WALKING, come nuovo modo di confrontarsi con la natura per trarne il maggior arricchimento dai suoi messaggi; è inoltre rivolto ai manager e ai professionisti per sviluppare con la camminata idee innovative, a tutta l’area scolastica come proposta rivolta ad uno studio attivo che mette in sintonia mente e corpo, ma soprattutto è rivolto a tutti perché libera la mente e ci permette di controllare gli ormai tanti pericoli con cui ci scontriamo tutti i giorni, dominandoli e guardare con altri occhi il futuro. La creatività e le nuove idee non servono solo per avere il confronto con la realtà esterna ma devono rappresentare una sfida verso se stessi per cercare di migliorare le proprie prestazioni e avanzare verso nuovi traguardi. Benvenuti in questa nuova sconosciuta dimensione parallela che tutti abbiamo ma che pochi riescono a vedere e sintonizzarsi per trarne il massimo dei benefici. D’ora in poi cammina pensando che è la natura che ti guarda. Trova il tempo di pensare.

 

Claudio VITALI: “Un’esperienza della mente”

La nostra mente rimane a volte ingolfata di pensieri, problemi e preoccupazioni a cui non sempre riusciamo a dare una risposta adeguata e tempestiva.

Anzi, potremmo anche miseramente arenarci nei momenti in cui incombe la necessità di individuare la soluzione smart, ovvero geniale ed innovativa ma al tempo stesso praticabile con i (sempre scarsi) mezzi a disposizione.

Potremmo distruttivamente incagliarci fino a raggiungere quella autistica fissità che ci inchioda dietro ad una scrivania, ricercando affannosamente risposte che lo schermo di un computer non riesce più a fornire.

E a fronte di tanto accanimento la mente, dispettosa, diventa sempre più muta ed antagonista, prigioniera di un corpo rigido e contratto, incastrato tra le ergonomie degli open space.

E allora cosa fare?

Animo, animo, la soluzione c’è!!!

Il segreto è “devertere”, cambiare strada, …cambiare passo, senza più indugiare, superando l’inerzia, respingendo pudori ed ipocrisie, riconoscendo la necessità di attivare un moto di cambiamento audace, semplice e divertente al tempo stesso.

Bastoncini, scarpette, zainetto e il gioco è fatto. Avere fiducia e provare: in fondo è proprio facile rispetto alle cose complicate a cui siamo abituati. Un atto d’amore verso noi stessi e quindi verso il nostro prossimo.

È così che si cammina nordicamente, a testa alta, spingendo con le braccia che fungono da formidabile propulsore di questa fiera e marziale modalità di passeggiare.

L’azzurro del cielo, il vento pungente, il profumo dei prati, il volo degli uccelli, il verde dei boschi, la morbida terra, il fruscio delle foglie, e poi i pianori, le salite, le discese, … finalmente vivi e protagonisti nel vero open space, quello disegnato dallo scorrere delle acque, dal soffiare dei venti, dal germinare delle migliaia di forme di vita nell’eternità dell’esistenza.

A fianco ad altri uomini e donne, camminando insieme e liberando così corpo e mente, riscopriamo tutta la nostra forza ed energia vitale, senza strappi al motore, andando sempre con il ritmo di un moto continuo, naturalmente efficiente, utilizzando tutto l’apparato fisico di cui disponiamo, distribuendo equamente gli sforzi, utilizzando al meglio la nostra meravigliosa macchina umana.

Il muscolo si tende e rilascia, puntella e spinge, ondeggia e timona, in un tutto armonico in cui la mente ritrova finalmente il suo spazio ed il suo tempo vitale per generare idee e soluzioni che fiottano in modo sorprendentemente inatteso dentro di noi.

Bellissimo!!!

E poi arriva il momento di impostare e financo raffinare la tecnica che, proprio in quanto naturale, diventa oggetto di scoperta per un camminare nuovo, sofisticatamente semplice e primitivo. I bastoncini diventano il prolungamento delle nostre braccia, spingono l’andatura ed aiutano il corpo ad essere finalmente eretto e ad utilizzare efficientemente l’ossigeno che è tutt’intorno a noi, potentemente invisibile.

Una vera e propria immersione nella natura, un’affascinante esplorazione, una preziosa ed elementare esperienza in cui camminare suscita stupore e genera energia, una sorprendente occasione per scoprire quanto è facile superare i limiti e le pastoie generate dalle nostre quotidiane nevrosi, una conferma ulteriore della magica forza della natura.

Ed è così che i contorni del problema che ci bloccava la mente cominciano gradualmente a diventare più nitidi, le ansie sfumano e lievemente evaporano, soluzioni alternative e spunti creativi si affacciano generosi e ci accompagnano nel nostro incedere maestoso, quasi solenne.

Ma non siamo ancora paghi. Spingiamo ancora con le nostre braccia, dominiamo il terreno con le nostre gambe, rulliamo con i nostri piedi. Non siamo ancora paghi: potremmo continuare così per ore.

Camminare è tremendamente umano e naturale. Camminare è sorprendentemente bello e divertente, incredibilmente eccitante. Non ci eravamo mai accorti di questa possibilità. Nessun limite, semplicemente e realmente camminare, per la prima volta solo allo scopo di non rimanere fermi, di andare, di procedere leggeri e determinati verso un obiettivo che non è un traguardo esterno ma un maggior grado di consapevolezza di sé. Un’esperienza da provare. Un’esperienza della mente, ancor prima che del corpo.

È così che -non oltre il- ma a latere del Nordic Walking è nata una tecnica di formazione al comportamento organizzativo che ci pareva giusto battezzare Brain Walking, per elevare il camminare a strumento di supporto per:

la generazione di idee

l’analisi e la gestione del conflitto

la fluidità e l’efficacia dell’interlocuzione con le persone con le quali facciamo squadra

 

   

 

 

 

 

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